Messina: tre uomini, una panca e un derby da affrontare
Si chiude la telenovela legata alla scelta della guida tecnica della Biancoscudata tra colpi di scena, clamorosi dietrofront e polemiche social evitabili e di dubbio gusto.
Vincenzo Feola è il nuovo allenatore del Messina. Questa è l’unica certezza che conta, in questo momento, a nostro parere. Avremmo gradito semplicemente l’annuncio nella giornata di ieri accompagnato dalle prime immagini degli allenamenti al “Franco Scoglio”. Invece, purtroppo, ci ritroviamo ancora una volta a discutere di polemiche, scelte cervellotiche, battibecchi social e tanto confusione di cui nessuno ha bisogno in questo momento. Specialmente la squadra che, tra qualche giorno, scenderà sul prato verde del “Granillo” per affrontare un derby dello Stretto totalmente diverso da quello dell’andata.
E permetteteci di focalizzarci solo su questo perché, dopo un pesantissimo 2-5 casalingo, l’aspetto sportivo deve rimanere l’unico argomento principale. La salvezza è prioritaria per dare continuità ad un progetto che, sulla carta ed a parole, sembra avere una visione a lungo termine davvero rassicurante ed attrattiva. Allo stesso tempo, però, prendere consapevolezza della realtà e dell’attuale dimensione è un passo fondamentale prima di poter fare qualsiasi volo pindarico. Quindi Vincenzo Feola in panchina a partire dal prossimo weekend. Una scelta arrivata, di fatto, con un mese di ritardo. Dopo l’esonero di Romano, infatti, proprio il tecnico campano era stato il più vicino all’ingaggio in una lista di nomi corposa e, in alcuni profili, anche stravagante. Uomo di campo ed esperto conoscitore della categoria che ha anche vinto, Feola cercava l’occasione giusta e l’opportunità per rilanciarsi. Salvare il Messina è sicuramente una sfida che attrae e piena di stimoli.
Riavvolgendo il nastro, il tecnico era anche giunto in città per incontrare Morris Pagniello prima della scelta del presidente Davis di affidare la panchina ad Alessandro Parisi. L’ex storico terzino giallorosso, dopo la debacle contro l’Enna, ha deciso di tornare ad occuparsi del settore giovanile insieme a Domenico Bombara. Scelta che troviamo condivisibile e giusta in questo momento storico in cui il Messina non ha più tempo per attendere. Restava, quindi, solo un’altra questione da risolvere quella legata a Pippetto Romano.
Informato con una PEC di ripresentarsi in sede, era circolata la voce di un suo ritorno in panchina fin da subito. In realtà, per chi ha un minimo di conoscenza delle dinamiche calcistiche, appariva assai improbabile che visti i rapporti tesi tra le parti ci potesse essere un ricongiungimento. I fatti sono andati in questa direzione con il tecnico ex Licata che rimane a libro paga sino a fine stagione visto il mancato accordo per la risoluzione consensuale. Fino a qui tutto bene, direte voi, come in altre mille occasioni avvenute nel calcio dalla Serie A sino al dilettantismo. Ciò che, invece, non ci è piaciuta assolutamente è stata la coda polemica che si è generata nelle ore successive.
Queste questioni, come quelle di spogliatoio, hanno una sacralità e non vanno sbandierate in pubblica piazza. Invece ci ritroviamo ancora a fare i conti con veleni ed attacchi a mezzo social. Mezze frasi, frecciatine, accuse: ma veramente il tifoso del Messina ha bisogno di tutto questo? Per chi ha a cuore esclusivamente il Messina, lanciamo l’invito di concentrarsi solo sul derby contro la Reggina. In questo momento creare ulteriori divisioni e schierarsi per il partito Pro Romano o Pro Justin Davis è un qualcosa di inutile, stucchevole e che non ci possiamo permettere. Voltiamo pagina e pensiamo solo ed esclusivamente a conquistare i punti necessari nelle prossime settimane.
Il Messina è spalle al muro e nessuno ci regalerà niente. Non culliamoci, tra l’altro, sulle difficoltà che si stanno verificando in altre piazze perché non possiamo costruire il nostro futuro sulle disgrazie altrui. Da oggi sino a domenica, il silenzio deve essere sovrano evitando slogan, frasi fatte ed ulteriore confusione. A Reggio non si pretende la vittoria ma semplicemente di ritrovare una squadra dedita al sacrificio, attenta e con la voglia di salvarsi.
Questo deve essere lo spirito giusto per chiudere al meglio la stagione. Poi, a bocce ferme, ci sarà tempo per qualsiasi altra questione social e non.


