Claudio Calafiore, il metronomo dell’Igea Virtus: “58 punti sul campo e un gruppo magico”
L’Igea Virtus chiude la stagione al settimo posto con 53 punti, ma i numeri raccontano una realtà ben più ambiziosa. Tra le mura amiche del “D’Alcontres”, i giallorossi si sono confermati una vera corazzata, chiudendo come la seconda miglior squadra del campionato per punti ottenuti in casa, subito dietro la capolista. Un percorso di spessore, segnato dalla forza di un gruppo che ha saputo andare oltre gli ostacoli.
A tracciare il bilancio è il perno del centrocampo, Claudio Calafiore, protagonista di una stagione da record con 26 presenze, 6 gol e 3 assist. Numeri che certificano la sua definitiva maturità calcistica:
“Si dice spesso che un calciatore raggiunga la piena maturità tra i 28 e i 32 anni; io oggi mi sento nel pieno di questo percorso. Se mi chiedi se penso di poter migliorare ancora le mie prestazioni e le mie statistiche, la risposta è: assolutamente sì. Credo che il segreto, mio e di chiunque punti all’eccellenza, sia non accontentarsi mai e mirare sempre più in alto, cercando di superarsi stagione dopo stagione. Non è mai facile riuscirci, ma sono molto soddisfatto di quanto fatto quest’anno e lavorerò per fare ancora meglio nella prossima.”
Un’annata costruita anche sulla forza dei legami umani. Calafiore ha ritrovato a Barcellona il compagno di mille battaglie Giorgio Cicirello, un’intesa nata lontano nel tempo e diventata il cuore pulsante dello spogliatoio:
“La nostra amicizia è nata a Gliaca di Piraino nel 2013, quando giocavamo nel Due Torri. Giorgio è un fratello che mi sono scelto, abbiamo un rapporto speciale che parte fuori dal campo e si riflette inevitabilmente nel gioco. Questo legame ci aiuta a trasmettere la nostra mentalità al resto del gruppo: l’unione fa la forza. Quando hai accanto persone che la pensano allo stesso modo, è più facile costruire quella mentalità vincente che ci ha permesso di fare bene a Sant’Agata e di ripeterci quest’anno. Ma non è solo merito nostro: con tutti i ragazzi abbiamo creato qualcosa di importante a livello mentale.”
Tuttavia, il percorso dell’Igea è stato segnato dal pesante handicap della penalizzazione di 5 punti, un verdetto arrivato nel momento di massimo splendore della squadra e che ha cambiato il volto alla classifica, ma non al valore espresso sul campo:
“Brucia tantissimo. Se pensiamo che, prima della penalizzazione, la nostra media punti era superiore a quella del Savoia capolista, il rammarico aumenta. Per noi i punti conquistati restano 58. Un piccolo ‘mea culpa’ è il non aver reagito con la giusta forza d’urto al provvedimento, ma il calendario non ci ha aiutati: siamo rimasti fermi venti giorni senza giocare, per poi trovarci a disputare tre partite in una settimana. In quel momento le cose non si sono messe benissimo e abbiamo pagato lo stress del periodo.”
Nonostante l’amarezza per la decisione extra-campo, resta l’orgoglio di aver reso il “D’Alcontres” un territorio quasi inespugnabile per chiunque, grazie a un feeling unico con la piazza:
“Sottolineo che sul campo sono 58 punti. Giocare al ‘D’Alcontres’ ti dà indubbiamente una marcia in più: il calore delle mura amiche è fondamentale. Giochiamo davanti a un pubblico importante, una tifoseria che ha respirato grande calcio per anni e la cui competenza si percepisce chiaramente. I numeri parlano per loro, sono tra i migliori della categoria anche per il supporto costante in trasferta. Di questo primato casalingo siamo estremamente orgogliosi.”
Infine, con il sipario che cala su una stagione intensa, lo sguardo si volge al futuro. Tra sogni di continuità e le incognite tipiche del periodo estivo, Calafiore ha le idee chiare su quale sia la sua priorità:
“È ancora presto per parlarne concretamente, il mercato insegna che tutto può cambiare in modo repentino. Tuttavia, l’idea e la voglia sono quelle di rimanere all’Igea Virtus. Abbiamo creato un gruppo importante, qualcosa di magico che tutti vorremmo riconfermare per provare a fare ancora meglio. Ovviamente tutto passa dalle decisioni della società: siamo in attesa, ma da parte nostra la volontà di continuare questo percorso è chiara.”
Intervista a cura di Andrea Morabito


