WeScout | Domenico Girasole, il leader silenzioso della Reggina
Categoria: In evidenza, Personaggi
Pubblicato il: 14 Luglio 2026
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Le radici, nel calcio, fanno spesso la differenza. E quando esperienza e senso di appartenenza si incontrano, nascono giocatori destinati a diventare punti di riferimento. È esattamente ciò che rappresenta oggi Domenico Girasole per la Reggina.
Reggino, cresciuto nel settore giovanile amaranto, ha costruito la propria carriera lontano da casa prima di tornare sulle rive dello Stretto con un bagaglio di esperienza che oggi lo rende uno dei difensori più completi della categoria.
A soli 17 anni lascia la Reggina per approdare all’Avellino. Da lì inizia il suo percorso nel calcio professionistico, vestendo anche le maglie di Potenza e Foggia. Proprio in rossonero ha avuto l’opportunità di lavorare agli ordini di Zdeněk Zeman, uno dei maestri del calcio offensivo, assimilando principi che ancora oggi emergono nel suo modo di interpretare il ruolo.
Le 62 presenze tra i professionisti raccontano il valore del suo percorso, ma è il ritorno a casa ad avergli consegnato una nuova dimensione.
Negli ultimi anni Girasole è diventato il punto di riferimento della retroguardia amaranto. Cambiano gli allenatori, cambiano gli interpreti, ma il leader della linea difensiva resta lui. Del resto, il cognome sembra quasi un destino: proprio come un girasole segue il sole, la Reggina ha spesso trovato in lui il proprio punto di riferimento, il giocatore attorno al quale costruire gli equilibri difensivi.
L’ultima stagione, non semplice soprattutto nella fase iniziale, lo ha visto ancora una volta protagonista. Quattro reti, leadership assoluta e prestazioni che hanno accompagnato gli amaranto fino alla finale playoff del “Marco Tomaselli” di Caltanissetta.
Fisicamente dominante, Girasole è il perfetto esempio di come il ruolo del centrale difensivo sia cambiato negli ultimi anni. Forte nel gioco aereo, aggressivo nell’anticipo e pericoloso sui calci piazzati, abbina struttura atletica e velocità, caratteristiche che gli consentono di guidare una linea difensiva alta senza soffrire gli spazi alle spalle.
Un modo di difendere che richiama inevitabilmente gli insegnamenti di Zeman, tecnico che gli ha trasmesso la necessità di essere sempre proattivo, accorciare in avanti e non limitarsi ad aspettare l’avversario.
Oggi Domenico Girasole rappresenta molto più di un difensore. È uno dei simboli della Reggina moderna, un leader tecnico e carismatico che continua a dimostrare come il ritorno a casa possa trasformarsi nella scelta migliore della propria carriera.
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