Dal vivaio alla prima squadra: Morabito, simbolo di un futuro costruito in casa. “Puntare sui giovani è la speranza per il futuro”
Cresciuto in casa, formato passo dopo passo e oggi protagonista anche tra i grandi. La storia di Gabriele Morabito non è soltanto quella di un giovane che si affaccia al calcio dei “grandi”, ma rappresenta un modello sempre più necessario nel panorama dilettantistico: investire sul proprio vivaio e accompagnare i ragazzi fino alla prima squadra. Classe 2008, messinese, Morabito è il simbolo di un percorso costruito all’interno del Torregrotta.
Due campionati disputati in Under 17, poi il salto graduale tra i grandi. Già lo scorso anno l’aggregazione alla prima squadra, culminata con la vittoria della Coppa Sicilia e il salto di categoria in Promozione, vivendo da vicino uno spogliatoio vincente nonostante la giovane età.
Si tratta di un’esperienza che ha accelerato la sua crescita e di un percorso che parte da lontano e che lo stesso Morabito racconta con grande consapevolezza:
“Mi ha formato parecchio perché il Mister ha avuto subito fiducia in me e infatti l’anno scorso mi ha fatto esordire da titolare in semifinale di Coppa. Lo ringrazierò sempre.”
Quest’anno, invece, il definitivo inserimento in prima squadra con una presenza costante per tutta la stagione e ben 6 reti in campionato messe a segno contro Nuova Rinascita, Monforte, Pro Mende, Mistretta, Galati e Gangi. Numeri che certificano non solo il talento, ma anche la continuità di rendimento e l’impatto avuto in Promozione. E tra quei gol, ce n’è uno che ha un significato speciale:
“Il gol a cui sono più legato è stato il primo che ho fatto in Promozione, in Coppa contro il Monforte. È stato il gol all’esordio.”
Un momento simbolico, che segna l’inizio di un nuovo capitolo. Perché il salto tra i grandi, soprattutto per un classe 2008, non è mai banale. Eppure Morabito ha saputo inserirsi con naturalezza, anche grazie al contesto che lo ha accompagnato:
“Mi sono trovato benissimo perché i miei compagni mi hanno aiutato tantissimo e il Mister mi ha dato fiducia sin dall’inizio. Per me è stata una stagione indimenticabile.”
Parole che raccontano molto più di una semplice annata positiva. Raccontano un ambiente che crede nei giovani, che li sostiene e li valorizza. Ed è proprio qui che il percorso di Morabito assume un valore più ampio, diventando esempio concreto di ciò che il dilettantismo dovrebbe costruire.
Crescere nello stesso contesto, infatti, non è solo una questione tecnica, ma anche umana:
“Per me è importantissimo, anche perché far giocare i giovani è una cosa positiva per ogni società, non solo per la regola degli Under. Il mister l’anno scorso mi ha fatto esordire senza che ci fosse nessuna regola come titolare in semifinale di Coppa e lo ringrazierò sempre. Le persone più grandi e gli allenatori devono avere sempre fiducia nei ragazzi del vivaio, perché possono emergere tanti talenti. Io sono da 3 anni a Torregrotta, il primo anno l’ho fatto da allievo ma sono arrivato a dicembre, ma mi sono trovato subito benissimo con società, ragazzi e poi successivamente i più grandi. Crescere nello stesso ambiente è fondamentale, perché si crea una famiglia.”
Una visione chiara, che va oltre la sua esperienza personale e si inserisce in un discorso più generale. Il calcio dilettantistico, oggi, è chiamato a una scelta: continuare a cercare soluzioni immediate all’esterno o investire davvero sui propri giovani.
Morabito non ha dubbi su quale sia la direzione:
“Secondo me il dilettantismo dovrebbe dare molta più visibilità, perché è proprio da lì che possono nascere talenti che all’inizio non si conoscono.”
E se le società iniziassero davvero a credere nei propri ragazzi, il cambiamento potrebbe essere profondo:
“Sì, secondo me cambierebbe tutto proprio in Italia. Puntare sui giovani è la speranza per il futuro. Formarne sempre di più è importantissimo.”
Parole che suonano come un manifesto. Perché la sua storia dimostra che il talento non va solo cercato, ma coltivato. E che un vivaio funzionante può diventare il cuore di un progetto vincente, non solo sul campo ma anche nella costruzione dell’identità di una società.
E se dovesse racchiudere tutto in una sola parola, Morabito non ha esitazioni:
“Indimenticabile. È stato un anno bellissimo con compagni strepitosi che mi hanno dato un grande aiuto e porterò sempre nel mio cuore.”
Indimenticabile, proprio come il percorso che rappresenta. Quello di un ragazzo cresciuto in casa, diventato protagonista e, soprattutto, simbolo di una strada che il calcio dilettantistico non può più permettersi di ignorare: costruire il proprio futuro partendo dai giovani.
Articolo a cura di Andreacchio Giulia


