Igea Virtus, il club respinge le accuse sul caso De Falco: “Nessun atto federale ricevuto”. Nissa e Savoia chiariscono la loro posizione
La Nuova Igea Virtus prende posizione e lo fa con una comunicazione ufficiale, intervenendo per smentire con decisione le voci circolate nelle ultime ore su presunte irregolarità amministrative e disciplinari che coinvolgerebbero la società e alcuni suoi tesserati.
Nel comunicato diffuso dal club giallorosso si parla apertamente di notizie prive di fondamento e di illazioni che, secondo la società, non trovano alcun riscontro negli atti ufficiali. L’Igea Virtus sottolinea infatti di non aver ricevuto alcuna convocazione, segnalazione formale o provvedimento da parte degli organi federali. Qualora, in futuro, dovessero arrivare comunicazioni ufficiali, il club ribadisce la propria intenzione di difendere le proprie ragioni nelle sedi competenti della giustizia sportiva. La dirigenza evidenzia inoltre come tali indiscrezioni non abbiano in alcun modo compromesso il clima interno, giudicato sereno e positivo sin dall’inizio della stagione. Non solo: la società valuta anche eventuali azioni legali a tutela della propria immagine, ritenendo diffamanti alcune ricostruzioni emerse sulla stampa e sui canali informali.
Alla base della vicenda vi sarebbe una situazione risalente nel tempo e mai formalmente contestata all’epoca dei fatti. In particolare, l’attenzione si concentra sulla posizione del portiere De Falco che, secondo quanto emerso solo recentemente, avrebbe preso parte ad alcune gare ufficiali nonostante una precedente sanzione disciplinare non ancora interamente espiata. Una circostanza che, però, non aveva generato alcun reclamo immediato né notifiche ufficiali alla società, la quale avrebbe continuato la propria attività senza ricevere segnalazioni dagli organi preposti. Solo in una fase successiva, e a distanza di tempo, la questione sarebbe stata portata all’attenzione della Procura Federale attraverso una segnalazione.
Nel frattempo, sulla vicenda è intervenuta anche una nota congiunta di Nissa e Savoia, chiamate in causa da alcune ricostruzioni che le indicavano come promotrici di presunti esposti nei confronti dell’Igea Virtus. Le due società hanno chiarito la propria posizione, respingendo letture strumentali e ribadendo un principio ritenuto fondamentale: il rispetto delle regole e degli avversari come valore centrale dello sport.
Nel comunicato, Nissa e Savoia ricordano come, nel corso della loro storia sportiva, abbiano sempre evitato di schierare atleti non in regola, anche in situazioni in cui ciò sarebbe stato possibile, proprio per senso di responsabilità e rispetto delle norme federali. Alla luce di questo approccio, le due società spiegano di aver affidato congiuntamente un incarico allo Studio Legale dell’avvocato Eduardo Chiacchio, specializzato in diritto sportivo, esclusivamente per ottenere una valutazione tecnica sull’eventuale esistenza di presupposti regolamentari che potessero aver inciso sull’equilibrio competitivo del campionato. Nessuna accusa formale, dunque, ma una richiesta di analisi professionale finalizzata a chiarire la situazione nel rispetto della trasparenza e della legalità. Qualora fossero state riscontrate anomalie, sarebbe spettato allo stesso legale incaricato procedere secondo quanto previsto dalle norme vigenti. Al momento, però, le due società precisano di non aver ancora ricevuto alcun riscontro definitivo.
La vicenda resta quindi aperta, in attesa di eventuali sviluppi ufficiali da parte degli organi federali. Intanto, tutte le parti coinvolte ribadiscono un concetto comune: al di là delle posizioni e delle interpretazioni, le regole devono valere per tutti, a tutela della correttezza, della lealtà e della credibilità della competizione sportiva.
Articolo a cura di Andrea Morabito


