Messina, adesso passa tutto da Ragusa: vincere per garantirsi un futuro
La vittoria contro il Milazzo ha garantito l’accesso allo spareggio playout ma non basta. Espugnare Ragusa è l’unica via per evitare il baratro sportivo e non solo.
Cala il sipario sulla regular season del Girone I di Serie D. Un’annata che, sinceramente, vogliamo dimenticare molto presto con la speranza che possa essere solo il primo passo verso un futuro certamente più radioso. Ci ritroviamo al solito bivio che contraddistingue la storia recente del Messina: da una parte la possibilità di svoltare in positivo e crescere, dall’altra il rischio di sprofondare sempre più giù in un pozzo senza via d’uscita. Insomma, ancora una volta, è una questione di “vita o morte” sportivamente parlando.
Non sono parole esagerate perché vanno contestualizzate in ciò che la città di Messina si gioca. All’orizzonte le elezioni amministrative caratterizzate dalle classiche “passerelle” anche in località “Franco Scoglio” che, fuori dalla campagna elettorale, resta una cattedrale nel deserto dimenticata eccezion fatta per quelle poche migliaia i malati della Biancoscudata. In questo contesto si inserisce anche il playout, la coda di una stagione schizofrenica e grottesca in cui il campo è passato in secondo piano rispetto ad aule di tribunali, fallimenti, rinascite, ricorsi, veleni ed accuse.
Non vogliamo addentrarci in questo uragano di follie in salsa messinese che, sicuramente, saranno analizzate a bocce ferme e con grande lucidità. Ora inevitabilmente torna alla ribalta il campo ed i calciatori sono gli unici protagonisti che possono decidere le sorti del calcio nella nostra città. Questo è un playout molto diverso rispetto a quello vinto contro la Gelbison e perso contro il Foggia. La gara dell’Aldo Campo di Ragusa, infatti, rappresenta la possibilità di rilanciare ambizioni e progetto in caso di vittoria. L’altra faccia della medaglia, che coincide non solo con la sconfitta ma anche con un pareggio nell’arco di regolamentari e supplementari, equivale alla retrocessione in Eccellenza e la fine di tutto al netto delle classiche frasi di facciata.
Il Messina in un campionato regionale sarebbe solo il colpo di grazia ad una passione centenaria che non merita l’ennesima umiliazione. Non esistono giustificazioni o alibi che tengano. Il playout va vinto a tutti i costi anche con lo sfavore di dover giocare in trasferta ed avere un solo risultato a disposizione. Tocca ai calciatori dare tutto in campo, essere responsabilizzati ancora di più perché la regular season è finita e non ci sarà la possibilità di rifarsi la settimana successiva. Il Ragusa sarà il nostro avversario ma, giunti a questo punto, conta poco affrontare gli iblei, l’Acireale o la Vibonese. In qualsiasi caso il Messina ha l’obbligo di vincere fuori casa.
Per questo motivo saranno giorni di grande tensione e concentrazione. L’extracampo, inevitabilmente, continuerà ad influire ed influenzare. In quest’ottica il playout andrà alla squadra che riuscirà semplicemente a mettere cuore e nervi nella stessa direzione perché tattica e tecnica vanno in secondo piano. Si potrebbero fare mille analisi sulle due squadre, sugli organici a confronto, sull’esperienza e le doti dei singoli. Poi, però, conta solo il prato verde dopo il fischio dell’arbitro e tutto questo si azzera.
Il Messina ha la possibilità, davvero, di garantirsi un futuro in cui alimentare sogni e ambizioni. Questa volta serve orgoglio, appartenenza, cuore e palle.
Vincere a Ragusa: noi non chiediamo altro.


