Messina, così non va: svolta tattica e nuove idee per cambiare la rotta
Cuore, carattere e (un po) di fortuna non sono più sinonimo di vittoria. L’1-1 contro la Sancataldese fotografa una situazione che necessità di cambiamenti imminenti a 360 gradi.
Da principio era l’assenza di preparazione atletica collegata ad un calciomercato durato un paio di giorni il tempo per assemblare una parvenza di rosa. Poi si è passati dalla necessità estrema di rinforzare la rosa ed aggiungere nuovi acquisti per alzare il livello qualitativo generale. Oggi ci si guarda allo specchio e, nonostante 19 partite mandate in archivio, non ci sono certezze sul cammino in campionato del Messina. E’ una delle stagioni più assurde vissute in riva allo Stretto nella storia recente. Dobbiamo ammetterlo, riavvolgendo il nastro ad un girone fa, c’era rassegnazione nel vedere morire per l’ennesima volta la società biancoscudata.
Eppure oggi siamo ancora qui a parlare di calcio giocato e questa è una grandissima conquista che solo grazie ad un Tribunale molto attento, ad una tifoseria vicina e ad una nuova proprietà è possibile. Messe da parte le questioni extracampo, però, è evidente che l’obiettivo primario adesso è il mantenimento della categoria. Sarebbe delittuoso, dopo così tanti sforzi e sacrifici, dilapidare tutto dal punto di vista sportivo. Su questa lunghezza d’onda, bisogna tornare tutti saldamente sulla terra e comprendere che nulla è stato fatto in queste 19 partite. Qualcuno dirà che è un miracolo sportivo aver recuperato, in pochissimo tempo, le quattordici lunghezze di penalizzazione. Questa è la pura verità ma, in un contesto in cui non ci si può mai fermare, è un aspetto che va già mandato in archivio. Il Messina, purtroppo, ha terminato i suoi jolly e deve lottare settimanalmente per i tre punti. Era vero prima, è vero oggi e sarà oltremodo prioritario domani.
La fortuna ha portato dei punti importanti uniti al sacrificio di questi ragazzi, al loro carattere e cuore per non mollare mai. Oggi, probabilmente, quel gruppo ha dato tutto quello che poteva e non è un caso che ci sia stato un notevole intervento sul mercato. Da principio si era detto che nessuna rivoluzione sarebbe stata praticata sulla rosa. In realtà ci rendiamo conto che la direzione intrapresa è proprio quella di cambiare anche il sistema di gioco, il modo di interpretare le partite e gli uomini in campo. Una scelta necessaria perché lo stesso mister Romano si è reso conto che ci sarà da sudare fino alla fine per raggiungere la salvezza.
Il tecnico ha una grande responsabilità per questo girone di ritorno. Non far perdere la bussola alla propria squadra, mantenere una concentrazione assoluta ed interpretare le gare al 100%. Poi, al termine della stagione, ci sarà tempo e modo per discutere di tutto il resto ma, adesso, è solo il campo a dover dare le risposte assolute. L’1-1 contro la Sancataldese, quindi, è la naturale conclusione di un percorso che non poteva proseguire per tutto l’anno. Il Messina non è più brillante a livello fisico e paga l’assenza di preparazione. La difesa granitica fino a qualche settimana fa inizia a scricchiolare e, allo stesso tempo, la svolta tattica ha bisogno di lavoro settimanale e di tempo per trovare la giusta amalgama.
Come detto in precedenza, è il tempo a mancare a questa squadra. Dopo tre partite senza vittoria ed alcune occasioni sprecate, le prossime settimane saranno decisive. Il calendario sorride alla Biancoscudata proponendo tanti scontri diretti. I playout distano due lunghezze mentre la salvezza è a cinque punti. Volontà, idee e compattezza devono animare questa settimana in vista della trasferta di Gela.
Mollare, mentalmente, proprio ora sarebbe delittuoso e ingiustificabile.


