Messina, inizio anno shock: l’importanza di non dare nulla per scontato
Il primo impegno del 2026 coincide con una sonora sconfitta che lancia molteplici campanelli d’allarme: rinforzi sul mercato e salvezza devono essere le priorità.
Un 4-0 senza storia, senza appello e senza, naturalmente, alibi. La prima uscita del Messina nel nuovo anno è stata disastrosa sotto tutti i punti di vista. Non solo una sconfitta sonora e pesante nel punteggio ma anche una prova totalmente incolore da parte dei ragazzi di mister Romano che sono crollati dopo appena venti minuti di gioco. Certamente, ai meno attenti, questo KO può apparire come un semplice incidente di percorso, fisiologico dopo una rincorsa senza sosta. In parte tutto questo è assolutamente vero perché stiamo parlando di un gruppo solido che è riuscito a tirarsi fuori dalle difficoltà da solo con grande forza d’animo e sacrificio.
Allo stesso tempo, però, sarebbe delittuoso in questo momento nascondere i problemi sotto il tappeto e fare finta che questa sconfitta sia frutto esclusivamente di una “giornata storta”. In realtà da settimane evidenziamo come il Messina non solo sia in debito d’ossigeno ma abbia un estremo bisogno anche di rinforzi dal mercato. La squadra formata a settembre dal direttore Martello ha dato tutto quello che poteva, non riesce a superare ulteriormente questa soglia raggiunta. Un’asticella posta molto in alto a suon di successi cinici ed una difesa di ferro. Eppure i freddi numeri non fotografano a pieno che il Messina fa estrema fatica a proporre gioco, non ha una manovra offensiva degna di nota e, l’assenza di Tourè, ha estremizzato tutto questo. In molte situazioni la Dea Fortuna ha baciato la Biancoscudata basti pensare ai 4 punti raccolti tra Igea Virtus e Milazzo due gare che, oggettivamente, potevano tranquillamente concludersi con altrettante sconfitte.
In questo momento, però, è inutile guardare indietro perché si farebbe l’errore di sottovalutare ciò che ci attende nei prossimi mesi. Il futuro è già ora e passa dalla principale priorità: la salvezza. Per fare questo nono sono sufficienti i rinforzi arrivati nelle scorse settimane. Il Messina ha bisogno di esperienza e di, almeno, tre uomini che sappiano affrontare a testa alta questa categoria. Non possiamo più trincerarci dietro la difesa ad oltranza e la speranza di segnare un goal vittoria. Sono già trascorse diciotto partite e questo girone di ritorno dovrà essere affrontato ad un livello maggiore anche rispetto all’andata. Il 4-0 di Palermo, quindi, deve spingere ad una riflessione approfondita a 360 gradi. Inutile entrare nei dettagli tecnici e tattici della sconfitta perché significherebbe esprimere nuovamente ciò che è lampante da diverse settimane.
Ripartiamo, quindi, dalle parole del presidente Davis al termine della gara:” Una sconfitta che fa male. Nessuna giustificazione. Chiediamo scusa ai nostri tifosi per questa prestazione inaccettabile. La società è al lavoro per dare risposte concrete sul campo. Forza Messina”. Dopo anni di lunghi silenzi societari, queste poche righe sono certamente un passo avanti. Rispetto per la tifoseria, nessun alibi cercato e la consapevolezza di dover lavorare fin da subito per una svolta sul campo.
Ecco da qui si deve ripartire: nulla di scontato, tutto ancora da guadagnare con sudore, sacrificio e scelte precise.


