Messina, vuoi salvarti? Se manca la qualità servono cuore e grinta
I biancoscudati cedono di misura al Sambiase, seconda sconfitta consecutiva casalinga. La salvezza dista quattro lunghezze ma, alle spalle, la retrocessione diretta è a sole due.
L’1-1 del “Granillo” aveva illuso un po’ tutti. C’è chi parlava di squadra ritrovata, chi di grande cuore e “cazzimma” e chi azzardava anche di vedere la mano di mister Feola. In realtà, come avevamo sottolineato nel day after, i derby sono gare che sfuggono a qualsiasi logica, dove i valori si azzerano e tutto viene rimesso in gioco. Di fatto il pareggio di sette giorni fa non è stato un buon biglietto da visita né per il Messina né per la Reggina in questa venticinquesima giornata del Girone I di Serie D. Mentre gli amaranto cadevano a Lamezia contro la Vigor, l’altra realtà lametina firmava una storica vittoria in contrada San Filippo. Giochi del destino ma, molto spesso, non è solo questione di fato ma di punti cruciali che in una stagione determinano tanto.
Tuttavia a noi, purtroppo, non interessa la lotta promozione ma una corsa salvezza che si fa sempre più complicata settimana dopo settimana. L’ultimo successo risale ad inizio febbraio contro il Paternò, una gara vinta grazie alla zampata di Roseti contro un avversario già, da tempo, destinato all’Eccellenza. Da quel momento in poi il Messina è piombato in una nuova crisi di risultati ma non solo. Perché qui siamo di fronte ad un’involuzione che non è solo di natura tecnica ma anche fisica, d’atteggiamento e psicologica. A questo punto della stagione, non servono più appelli, chiamate alle armi o frasi ad effetto. Conta la sostanza quella che sta alla base di ogni campionato dilettantistico. Lo spettacolo non è un qualcosa che appartiene alla riva biancoscudata dello Stretto da decenni.
Per questo motivo è evidente che la sfida contro la Reggina è stata solo una parentesi momentanea ed estemporanea. Il Messina, a malincuore lo diciamo, ha perso quel sacro fuoco che ardeva dentro nella prima parte di questa annata schizofrenica. Purtroppo ci troviamo di fronte ad una situazione in cui tutte le problematiche, di vario genere, stanno venendo fuori. In primo luogo un calciomercato non all’altezza, condotto in maniera superficiale e senza la giusta attenzione ai particolari di questo gruppo. La rosa, oggi a disposizione di mister Feola, è rimasta lacunosa e manca di alternative credibili. Lo stesso tecnico, in sala stampa, ha provato a difendere il suo gruppo ma ha anche sottolineato che non può essere considerato un portatore di miracoli sportivi. Tradotto: serve concentrazione, grinta e voglia di lottare per raggiungere questa salvezza.
Tutto questo mentre il campionato continua ad aspettare il Messina. La Vibonese è in caduta libera, soprattutto per motivi extracampo, ma nel frattempo Sancataldese, Ragusa ed Acireale sono riuscite tutte a vincere. Per questo motivo i biancoscudati sono scivolati al terzultimo posto con appena due lunghezze di vantaggio contro il Castrumfavara. Tra sette giorni si giocherà lo scontro diretto che, davvero, ci dirà che tipo di rush finale affronterà il Messina. L’auspicio e la speranza è che la squadra possa ritrovare quella compattezza che anche contro il Sambiase è mancata.
Inutile addentrarsi sugli aspetti tattici e tecnici del match. I biancoscudati hanno disputato una delle peggiori gare casalinghe. Ritmo basso, tantissimi errori e nessuna reazione allo svantaggio contro un avversario che non ha premuto più di tanto dimostrando di voler aspettare l’avversario considerando anche la situazione di estrema tranquillità a metà classifica. Invece, per chi ha assistito al match dal vivo, il Sambiase è sembrata una squadra da prime posizioni di questo girone per serenità nel gioco, costruzioni offensive e solidità difensiva. Un dato che fa riflettere considerando che stiamo parlando della nona forza del torneo. Sono evidentissimi quindi i limiti e le colpe di Garufi e compagni.
La classifica rimane corta ed è un dato di fatto. Ma continuarsi a ripetere questo motivetto fa solo male a tutti noi: dal gruppo squadra passando per la proprietà sino a tutto l’ambiente (tra l’altro diviso anche in termini di tifoseria organizzata). Alla luce di tutto questo serve una presa di posizione e coscienza chiara da parte di tutti gli attori protagonisti. Presto, infatti, sarà tempo di tracciare una linea e fare il bilancio di questa stagione.
Nessuno potrà sottrarsi alle proprie responsabilità perché in ballo c’è il futuro stesso del Messina calcio.


