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Alessio Mazzeo: “Io, campione d’Europa senza pista”

L’urlo del motore resta strozzato nelle marmitte, i riflettori sulla pista sono spenti da tempo. All’autodromo di Sant’Agata oggi regna il silenzio, le macchinine hanno smesso di girare nel 2009. Troppo rumore in un centro abitato. Da allora, i sogni e i trofei di Alessio Mazzeo si sono trasferiti a trenta chilometri di distanza, località Giardini Naxos: “Va bene anche così, da ragazzino ero costretto a spingermi persino a Fiorano, Gubbio e Cassino. La mia fortuna è stata che un gruppo di appassionati abbia deciso riprodurre, pur in scala, questo circuito dandomi una grossa una mano. Non smetterò mai di ringraziarli”. Messina cede il passo, la provincia diventa patria dell’automodellismo e ora fa rima con casa.”Nonostante abbia vinto numerose gare, sia stato vice campione del mondo in due circostanze e detenga il piccolo record di una finale iridata in ogni categoria disputata, fa male non poter correre dove sono nato”. Dietro un sorriso amaro, la speranza di invertire una storia di occasioni mancate si porta dietro una data: “I vertici del movimento hanno assegnato alla città l’Europeo del 2022, il sindaco De Luca ha promesso che ci faremo trovare pronti all’appuntamento. Vedremo”.

La passione del classe ’91 nasce presto, la svolta racchiusa in momento preciso: “Ancora una volta un Europeo, da indipendente, in Belgio. Si tratta di una competizione creata per scoprire nuovi talenti, a cui non partecipano i trenta atleti più forti in circolazione. Con mio padre ci eravamo dati l’ultima chance, venivamo da una serie di prestazioni deludenti e mi disse che se non avessimo centrato risultati all’altezza, avremmo smesso. Arrivammo primi, con pole position e record della pista. Il problema, insomma, non si pose”. Coincidenze, da leggere come premi alla perseveranza: “Venni reclutato da una scuderia e nel 2013, in Austria, finalmente fui campione d’Europa tra i professionisti”. Cronaca spicciola di un hobby trasformato in lavoro: “Sono un’imprenditore, uno dei pochi che alterna a telai e carrozzeria un’altra professione. Ciò comporta una riduzione sul contratto, ma pure una tutela per il futuro. Oggi riesco a vivere di sport, tuttavia quando avrei dovuto appendere il telecomando al chiodo, reinventarsi sarebbe diventato parecchio complicato”. Anche per le macchinine, la carta d’identità ha un peso: “Si viaggia sul filo dei decimi e i riflessi rappresentano la componente principale, ad una certa età, inevitabilmente, si è meno prestanti. Il ragazzino di turno, come fu per me, senza accorgertene ti rifila una batosta”.

Forma fisica e mentale, la formula per scalare il mondo si traduce in una combo inscindibile: “Alla vigilia di un mondiale mi capitò avere problemi di salute per via dello stress. Il medico mi diede il nulla osta solo a pochi istanti dal decollo dell’areo per Bangkok, accompagnandolo, però, a una lista infinita di prescrizioni e farmaci. Avrei dovuto mangiare soltanto cibo del nostro Paese e bere acqua imbottigliata. La squadra si premurò per me, prenotò un hotel a un passo da un ristorante italiano e mi fece trovare in camera ogni cosa di cui avevo bisogno. Fu l’istante in cui realizzai di avere accanto non un team, bensì una famiglia”.

Quella di sangue, invece, è la base solida di ogni traguardo: “L’automodellismo è la radice del rapporto splendido con papà, da sempre il mio meccanico. L’auto, per esempio, la può toccare solo lui, ha segreti di cui persino io sono all’oscuro. Il giorno che vincemmo l’Europeo si perse la coppa, io ero sul palco: lui salì e mi strinse, sussurrandomi all’orecchio “ce l’abbiamo fatta. Un fotografo immortalò l’abbraccio e ci regalò l’istantanea più bella non solo della carriera”. Da un campione all’altro, il prossimo obiettivo di Alessio viaggia forte su due ruote: “Per caso ascoltai un’intervista in cui il mio concittadino Vincenzo Nibali raccontava la sua passione per questa disciplina. Lo ricordo da piccolo, quando suo padre lo portava a sul circuito. Vorrei conoscerlo e, magari, chiedergli di girare insieme”. Desideri della porta accanto, sogni da numero uno.

di NANNI SOFIA