Fair Play Messina, il modello che ha cambiato le regole del calcio giovanile nello Stretto
Categoria: Approfondimenti, In evidenza
Pubblicato il: 18 Maggio 2026
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In un calcio giovanile nazionale sempre più complesso, schiacciato troppo spesso tra rincorsa al risultato immediato, improvvisazione gestionale e difficoltà strutturali, riuscire a costruire un modello credibile è già di per sé una vittoria. Lo è ancora di più in Sicilia, terra di talento puro, passione viscerale e potenzialità enormi, ma anche di ostacoli quotidiani: impianti non sempre all’altezza, distanze, costi, carenza di programmazione e un sistema che troppo spesso lascia alle singole società il peso di formare, educare e trattenere i propri ragazzi.
Eppure, proprio in questo scenario, c’è chi ha scelto di non cercare alibi. Chi ha deciso di alzare l’asticella, di strutturarsi, di investire su competenze, metodo e persone. Chi ha dimostrato che anche alle nostre latitudini è possibile fare calcio giovanile con una visione moderna, seria e riconoscibile. Non soltanto vincendo, ma costruendo percorsi. Non soltanto inseguendo coppe e titoli, ma mettendo al centro la crescita dell’atleta, del bambino, del ragazzo.
Da un decennio, a Messina, esiste una società che ha rivoluzionato le logiche del fare calcio, sbaragliando la concorrenza e dimostrando che, sì, anche in riva allo Stretto è possibile costruire un progetto vincente mettendo al centro il benessere, la crescita e la formazione dei propri atleti.
È la Fair Play Messina, società nata nel 2016 e capace, negli ultimi anni, di prendersi la scena regionale e nazionale grazie ai risultati conseguiti, alla metodologia di lavoro adottata e a una struttura organizzativa sempre più articolata.
Inutile nascondersi dietro un dito: per potersi permettere, per ogni gruppo squadra, allenatori preparati, preparatori atletici, preparatori dei portieri, responsabili tecnici e figure di riferimento qualificate, serve una vasta attività di base. Un bacino che, per la società del presidente Guido Pecora, si attesta ogni anno intorno alle 600 unità.
I risultati degli ultimi anni parlano chiaro. Prima la vittoria del campionato provinciale U15 con la Next Gen, seconda matricola della società affiliata Juventus Academy, al primo anno di partecipazione. Poi, nella stagione successiva, il successo degli U17 Next Gen, capaci anche loro di conquistare il campionato provinciale e garantirsi la partecipazione al prossimo torneo regionale.
Ancora più prestigioso il trionfo degli U15 Élite di mister Cucinotta, che al secondo tentativo, dopo la finale persa nella passata stagione contro l’Academy Panormus, hanno riportato il titolo regionale siciliano U15 in riva allo Stretto dopo 21 anni. Un risultato che oggi apre un’altra pagina importante: la formazione bianconera si giocherà contro la Reggina il passaggio al triangolare di semifinale del campionato nazionale. Una sfida dal peso specifico enorme, anche per la rivalità sportiva e geografica che lega Messina e Reggio Calabria.
Ma il quadro dei risultati non si esaurisce qui. Nell’attività di base, la Fair Play Messina ha conquistato il titolo regionale Pulcini con le annate 2011, 2013 e 2014. Il gruppo 2015, invece, in questa stagione si è fermato in semifinale, battuto dall’Academy Panormus di Palermo, poi vincitrice del titolo regionale, ma ha comunque conquistato il prestigioso Pulcino d’Oro, guadagnandosi l’accesso alle fasi finali in Trentino, in programma il 16 giugno.
Percorso di assoluto rilievo anche per gli Under 13, che disputeranno la Final Four nazionale a Tirrenia, confermando ancora una volta la capacità della società di portare i propri gruppi a competere ben oltre i confini regionali.
Uno degli elementi più significativi del modello Fair Play è però la capacità di lavorare sistematicamente sotto età. Non si tratta soltanto di vincere, ma di accelerare i processi di crescita, abituando i ragazzi a misurarsi con contesti più complessi, avversari più strutturati e livelli di intensità più alti.
Lo dimostrano anche gli U17 Élite, secondi nel proprio girone con una formazione composta per sette undicesimi da ragazzi sotto età. Lo confermano gli U16 regionali, approdati ai play-off e già vittoriosi nella prima gara. Lo certificano anche U15 e U14 regionali, entrambe formazioni sotto età, capaci di raggiungere i play-off regionali.
Risultati che non sono frutto del caso, ma la diretta conseguenza di una metodologia di lavoro organizzata e riconoscibile. Negli ultimi anni la società ha aperto anche ai Piccoli Amici in tenera età, avviando un percorso di educazione motoria di base che quest’anno ha coinvolto anche i classe 2021.
A partire dai Primi Calci, invece, prende il via la fase di selezione per i gruppi Academy, due per annata, ai quali vengono garantite maggiori ore di lavoro sul campo e un programma strutturato dedicato alla coordinazione motoria, con 20/25 minuti specifici in ogni seduta di allenamento, al gesto tecnico e ai duelli.
Gruppi Academy tutt’altro che ermetici, ma anzi in continua evoluzione sulla base della crescita di ogni bambino. Un percorso che prosegue fino al primo anno di Esordienti, per poi accompagnare i ragazzi, dagli U13, verso l’attività agonistica a calcio a 11 con un anno di anticipo, grazie alla partecipazione sotto età ai campionati U14.
Una maniacale organizzazione del lavoro con mister Valerio Leto nel ruolo di responsabile tecnico incaricato di traghettare i ragazzi dall’attività pre-agonistica a quella agonistica. Un passaggio fondamentale, che consente di consegnare atleti già parzialmente formati al settore giovanile, dove il percorso prosegue sotto la guida del direttore generale Domenico Chiofalo, responsabile del vivaio agonistico bianconero.
Step di crescita che, negli anni, hanno permesso alla Fair Play Messina di accompagnare decine e decine di ragazzi verso il professionismo, prerogativa fondamentale per una società dilettantistica che punta davvero alla formazione. Il tutto coniugando crescita individuale, organizzazione collettiva e raggiungimento dei risultati.
Perché sì, anche in una città che da un ventennio vive, con la propria prima squadra, una fase depressiva culminata nell’ultima stagione con la retrocessione dell’ACR Messina in un campionato regionale, è possibile fare calcio con competenza, lungimiranza e serietà.
La Fair Play Messina oggi è una delle dimostrazioni più concrete: il calcio giovanile può ancora essere progetto, identità e futuro.
di Claudio Costanzo


