WeScout | Salvatore Cocimano, il ritorno dell’uomo giusto al momento giusto
Il primo acquisto racconta spesso più di tante dichiarazioni. L’Acireale ha scelto di iniziare la propria estate riportando a casa Salvatore “Turi” Cocimano. Una decisione che parla di identità, appartenenza e ambizione.
A distanza di otto anni, il fantasista granata torna a vestire la maglia dell’Acireale, quella con cui tra il 2015 e il 2018 aveva già lasciato un segno importante, contribuendo alla promozione in Serie D e conquistando l’affetto di una piazza che non lo ha mai dimenticato.
Classe 1990, Cocimano rappresenta uno dei calciatori più continui e determinanti del calcio dilettantistico siciliano. Nel corso della sua carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Igea Virtus, Giarre, Messina, Enna, Gela e FC Vittoria, riuscendo ovunque a incidere con qualità, personalità e numeri.
Le ultime quattro stagioni raccontano meglio di qualsiasi aggettivo il valore del giocatore. Con le esperienze di Enna prima, Gela e FC Vittoria poi, ha realizzato 77 reti, una produzione offensiva impressionante per un calciatore nato trequartista.
Nelle ultime due annate è stato addirittura capocannoniere del campionato di Eccellenza: 18 gol con il Gela e 22 con il FC Vittoria, trascinando entrambe le squadre grazie a una continuità realizzativa fuori dal comune.
In realtà, osservando la sua evoluzione tattica, quei numeri sorprendono fino a un certo punto. Pur essendo cresciuto come trequartista, con il passare degli anni Cocimano ha modificato il proprio modo di interpretare il ruolo. Oggi occupa stabilmente gli ultimi sedici metri, gioca sempre più vicino alla porta e interpreta il ruolo di seconda punta o riferimento offensivo con la naturalezza di un vero bomber, senza perdere quella qualità tecnica che lo ha sempre contraddistinto.
Ha senso del gol, legge con anticipo gli sviluppi dell’azione e possiede quella freddezza che gli permette di trasformare in rete anche le occasioni più complicate. Ma il suo contributo non si limita alle statistiche: è un giocatore che sa assumersi responsabilità, trascinare i compagni e prendersi il peso delle partite più importanti.
Ed è forse proprio questo l’aspetto che ha convinto il nuovo gruppo guidato da Palella.
L’Acireale arriva da stagioni complicate, segnate da delusioni e continui cambi di rotta. In un contesto del genere, riportare in granata uno dei beniamini della tifoseria significa molto più che aggiungere qualità alla rosa. Significa restituire alla piazza un punto di riferimento, un calciatore che conosce l’ambiente e che, nel momento più maturo della propria carriera, torna con un bagaglio tecnico e realizzativo completamente diverso rispetto a quello lasciato otto anni fa.
Se il nuovo corso granata vuole ripartire da certezze e identità, difficilmente avrebbe potuto scegliere un volto più rappresentativo di Salvatore Cocimano.


