Giarre, Zappalà: “Vogliamo essere fastidiosi. Sono in debito con questo sport”
Il difensore catanese è tornato a vestire il gialloblù a distanza di sei anni: “Facciamo parte di un gruppo di formazioni che proverà a tenere il ritmo delle big. Il girone è incredibile, darà grande visibilità a tutto il movimento”.
Come lui stesso ammette, il suo Giarre non potrà competere con tutti. Nel prossimo Girone B di Eccellenza siciliana più di una squadra si presenterà ai nastri di partenza avendo investito il triplo, se non il quadruplo degli etnei. Toccherà allora ad un gruppo esperto provare a sfruttare questa situazione a proprio vantaggio, con l’obbiettivo non dichiarato di puntare ad un posto play-off.
E di esperienza sulla bilancia ne metterà tanta anche Giuseppe Zappalà, stopper catanese classe 1990 che dopo una stagione con più ombre che luci a Vittoria, cercherà di riscattarsi in club che lo ha già visto protagonista tra il 2019 e il 2021. E proprio parlando dell’esperienza biancorossa emerge tutto il cinismo di Zappalà, netto sulla scorsa stagione: “Abbiamo raccolto semplicemente quanto meritato. Dispiace sicuramente perchè i presupposti erano altri ma bisogna guardare in faccia la realtà: prima il Modica e poi l’Avola, sono state superiori”.

Un nuovo inizio dunque per Zappalà, che avverte le avversarie: “Sarà un girone che darà grande visibilità. Un’occasione unica per i calciatori e per tutto il movimento. Lo paragono a quello dello scorso anno in Puglia con Taranto, Brindisi, Canosa ecc…il Giarre è consapevole delle difficoltà ma sta lavorando per essere fastidioso. Credo sia la parola giusta per rappresentarci”.
Per l’ipotetica griglia della stagione il difensore gialloblù ha le idee chiare: “Messina, Melilli, Acireale e Niscemi sono chiaramente in prima fila. Colloco il Giarre, insieme a Vittoria e Mazzarrone fin qui, nel gruppetto subito dietro. Bisogna essere realisti quando ci sono in ballo budget cosi elevati e dunque rose di così alto livello. Il Messina, ma non solo, ha costruito un organico da Serie D, bisognerà calarsi in fretta nella categoria. Strana per certi versi. In ogni caso ci sono squadre che hanno l’obbligo di vincere. Noi non siamo tra queste ma il Giarre dovrà essere tosto per tutti.
Un reparto difensivo a disposizione di Seby Catania, quello costruito dal Direttore Lo Presti e dal Responsabile Area Tecnica, Antonio Baldi, che punta senza dubbio sull’esperienza. Oltre a Zappalà il Giarre potrà contare anche su Pettinato e Tosto, calciatori di grande affidabilità: “Vanno riconosciuti meriti al club per aver allestito questo reparto. Davide e Salvo sono figure determinanti in questa categoria che negli anni hanno fatto la differenza e continuano a farla. Inoltre conosco entrambi benissimo avendoci giocato insieme. Con Pettinato abbiamo vinto proprio qui a Giarre, oltre che con Siracusa e Acireale. In coppia con Tosto ad Enna”.

Dopo 10 anni, come ricordava qualche giorno fa un post IG del canale Eccellenze Siciliane, si sono divise le storie sportive di Zappalà e Cocimano. Dopo le esperienze condivise di Acireale, Messina, Corigliano, Giarre, Enna, Gela e Vittoria, l’affermato duo del calcio siciliano tornerà ad affrontarsi sul rettangolo verde: “Sarà una sensazione strana. Ritrovarmi a marcarlo non sarà “normale” ma dovremo battagliare per rispetto delle maglie che indossiamo, dei nostri tifosi e dei nostri compagni. Siamo stati già avversari in passato. Quando giocavo a San Cataldo lui era ad Acireale, in quella partita segnammo entrambi. Poi in un Siracusa – Scordia”.
Sarà il diciassettesimo anno di carriera per Giuseppe Zappalà, che ormai da qualche stagione non si dedica solo al calcio. Ad affiancare gli impegni di campo ci sono anche quelli professionali che portano Zappalà ad affrontare quotidianamente spostamenti e tanti sacrifici per far combaciare tutto. Un doppio percorso che non sembra pesare sulle spalle di un atleta che il prossimo anno festeggerà i 37 anni: “Non mi pongo limiti ne traguardi. Vivo stagione per stagione. Adesso sto bene e fin quando avrò la possibilità darò il massimo. Mi sentirò sempre in debito con questo sport, e non solo per quello che mi ha dato in campo. Grazie al calcio ho costruito rapporti importanti per la mia vita, legami che nel tempo sono diventati stabili e che, sono certo, custodirò anche quando deciderò di smettere”.

